Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot

Resistenze. Sul concetto di analisi. Un libro Orthotes di Jacques Derrida

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> di Paolo Calabrò

Alla psicanalisi si fa resistenza. Si resiste dall’esterno a questa scienza/non scienza dallo statuto ambiguo e dalle pretese preoccupanti (insomma: non dovrei avere io l’ultima parola su me stesso? Cioè: non dovrebbe averla il mio “Io”?); e si resiste dall’interno, in un ressa di teorie inconfutate e in buona parte incompatibili fra loro, ancora lontane dal trovare un accordo sui principi metodologici e perfino sugli obiettivi – nessuno ancora sa cosa sia la normalità o lo stato di buona salute mentale del paziente: la sua capacità di tornare al lavoro? La soppressione degli impulsi suicidi? Ma forse la più originaria e ferrea resistenza

non viene né dal di dentro né dal di fuori, bensì dall’alto: si dovrebbe cedere a una dottrina che si dice razionale proprio nello stesso momento in cui aspira a rivelare che il pensiero cosciente dell’uomo “non è padrone a casa sua”?
Jacques Derrida, gigante della decostruzione in filosofia, riflette su queste questioni tanto problematiche quanto fondate, partendo dalla domanda: Se è vero, come è vero, che alla psicanalisi si vuole fare resistenza, è altrettanto vero che si dovrebbe? E spiega – assumendo al riguardo la chiara posizione di “amico della psicanalisi” – che la psicanalisi non va né accantonata con una scrollatina di spalle – come se fosse ormai roba del passato, soppiantata da un sapere scientifico più autorevole, consolidato e oggettivo (ma in fin dei conti solo più rassicurante) – né semplicemente riformata: essa va ripensata alla radice nelle sue istanze fondanti, e integrata nel sapere filosofico e nel più generale contesto della conoscenza. Questo libro è il testo dell’intervento tenuto dall’autore alla Sorbona nel 1991, nell’ambito del Convegno dal titolo “La nozione di analisi”, offerto qui nella traduzione di Michele Di Bartolo, in un bella edizione Orthotes, economica ma elegante.


J. Derrida, Resistenze. Sul concetto di analisi, ed. Orthotes, 2014, pp. 120, euro 12.

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Autore: Paolo Calabrò

Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Collaboro con il settimanale «Il Caffè» di Caserta e con le riviste online «Pagina3», «AgoraVox.it» e «Mangialibri». Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri». Ho pubblicato: C'è un sole che si muore (ed. Il Prato, Padova 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama; L'intransigenza. I gialli del Dio perverso (ed. Il Prato, Padova 2015), romanzo noir ispirato alla teologia di Maurice Bellet; La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (ed. Il Prato, Padova 2014) e Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (ed. Diabasis, Reggio Emilia 2011), oltre a diversi saggi sul pensiero di Raimon Panikkar, di cui l'ultimo è «Lo scandalo dell'unicità e le sue conseguenze. La proposta ontologica di Raimon Panikkar» ("Conjectura: filosofia e educação", rivista di lingua anglo-italo-portoghese, aprile 2014).

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