Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot

I modi del sentire. Un percorso nella tradizione fenomenologica. Un saggio di Vincenzo Costa

Lascia un commento

> di Stefano Santasilia

Il sentire. Ecco il punto fondamentale. Con gli ultimi sviluppi di una certa fenomenologia novecentesca tale atto assume un ruolo centrale. Non si tratta più di mera questione conoscitiva bensì di individuare in legame primigenio al mondo, l’esperienza fondamentale che caratterizza il nostro esistere, o meglio il nostro vivere. Così, il testo di Vincenzo Costa, ormai noto studioso di fenomenologia si presenta come, cosa già specificata nel titolo, un percorso interessante attraverso quegli snodi fondamentali della fenomenologia (quelle che Ricoeur definiva come le sue “eresie”) che caratterizzano il progredire di questa corrente fino ad oggi.

Ciò che rende tale volume un tassello ineludibile per qualsiasi studioso del genere è il differente approccio ultizzato dall’autore che non si limita a compilare un itinerario costituito da “medaglioni” rappresentanti le figure specifiche che notoriamente occupano l’ambito fenomenologico, bensì struttura una serie di comparazioni al fine di mostrare come sin dal principio il “problema del sentire” fosse tema fondamentale della riflessione fenomenologica. E così, scorrendo l’indice, si ha quasi l’impressione di incamminarsi su un sentiero che ritorna al punto di partenza: si parte da Husserl per tornare ad Husserl. Eppure, l’attraversamento dei confronti – Patocka, Lipps, Scheler, Stumpf, Henry, solo per citare i punti di riferimento fondamentali – rende il cammino di “ritorno” carico di suggestioni e nuove possibilità. Tre sono i momenti fondamentali, le scansioni attraverso le quali si dipana l’itinerario: il delimitare la nozione di mondo, la presa in considerazione della “differenza antropologica” e la considerazione della nozione di corporeità. Il finale, tutto dedicato al lasciar emergere, a partire dagli scritti ancora inediti del padre della fenomenologia, una possibile teoria intenzionale delle tonalità emotive mostra, ancora una volta, l’eminente carattere antropologico-filosofico della proposta fenomenologica. L’intento di Costa, come esplicitato chiaramente nell’introduzione, è quello di riflettere sul valore della definizione di soggetto, e allo stesso tempo sualla sua delimitazione: se è a partire dal sentire che si genera l’esperienza, allora bisognerà interrogarsi proprio sui modi del sentire per poter ridonare al soggetto, al Sé, tutto il suo valore umano.


V. Costa, I modi del sentire. Un percorso nella tradizione fenomenologica, ed. Quodlibet, pp. 188, euro 19.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...