Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot

Dalla rivoluzione alla democrazia del comune. Un saggio Cronopio a cura di Alessandro Arienzo e Gianfranco Borrelli

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> di Paolo Calabrò

Al tempo della fine dell’ideologia, questa non muore: si fa trasparente. “Scompare”, sì; ma solo alla vista. Ecco che con la conclusione dell’utopia comunista (ma è veramente conclusa, quell’esperienza? O non ha forse soltanto – come sostiene ad esempio Boris Groys – cambiato pelle?), non rimane che il fatalismo neoliberista (quello per il quale questo mondo è il meno peggiore dei mondi possibili, perché… non ci sono alternative) e, con esso, l’asservimento dell’uomo al meccanismo della macchina economica. Qualunque cosa si pensi

di idee e termini apparentemente desueti – come “beni comuni”, o “rivoluzione” – resta il fatto che qualsiasi liberazione dell’uomo dalla tirannia del denaro (come chiamare altrimenti la morte per fame di tanti individui, in un mondo che non ha mai prodotto – e sprecato – tanto cibo come oggi?), passa per il recupero della dignità personale di ciascuno: in termini teorici, ciò significa ripensare la soggettività…

L’ottimo volume Dalla rivoluzione alla democrazia comune (ed. Cronopio), curato da Alessandro Arienzo e Gianfranco Borrelli (che firmano, oltre ai saggi di rispettiva competenza, le illuminanti note introduttive), si pone come obiettivo quello di formulare una «proposta di avvio di un’accurata indagine sulle trasformazioni nelle categorie di lavoro/singolarità/desiderio»; ma poi si spinge molto più in là, nel delineare una trattazione transdisciplinare che approda alla filosofia politica dopo essere passata per l’analisi psicologica, economica, epistemologica. Come ad esempio nell’eccellente saggio di Pierluigi Ametrano, dove il paradosso della nostra società “al contrario” mostra la sua faccia più inquietante nelle nostre vite pervase dal gergo tecnico (a suon di dashboard, hashtag, widget ecc.) e da internet e le sue abitudini; e opera un nuovo aberrante rovesciamento nella creazione di quella “esterna intimità” tipica della falsa confidenzialità intrinseca ai social network.

Una proposta da prendere sul serio, un volume di cui discutere a trecentosessanta gradi.

Indice: Alessandro Arienzo, Gianfranco Borrelli, “Note introduttive” – Toni Negri, “A proposito di costituzione e capitale finanziario” – Carlo Vercellone, “Capitalisme cognitif et revenu social garanti comme revenu primaire” – Egidius Berns, “Temps économique et singularité” – Alessandro Arienzo, “Il lavoro del comune” – Francesca Coin, “Disfare il soggetto neoliberale” – Pierluigi Ametrano, “Soggettività 2.0” – Angela Polverino, “La metropoli del comune” – Lorenzo Coccoli, “Il comune contro la proprietà. Spunti per una critica democratica del dispositivo proprietario” – Gianfranco Borrelli, “Per una democrazia del comune. Processi di soggettivazione e trasformazioni governamentali all’epoca della mondializzazione”.


A. Arienzo e G. Borrelli (a cura di), Dalla rivoluzione alla democrazia del comune, ed. Cronopio, 2015.

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Autore: Paolo Calabrò

Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Collaboro con il settimanale «Il Caffè» di Caserta con le riviste online «Pagina3», «AgoraVox.it» e «Mangialibri». Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri». Ho pubblicato: C'è un sole che si muore (ed. Il Prato, Padova 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama; L'intransigenza. I gialli del Dio perverso (ed. Il Prato, Padova 2015), romanzo noir ispirato alla teologia di Maurice Bellet; La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (ed. Il Prato, Padova 2014) e Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (ed. Diabasis, Reggio Emilia 2011), oltre a diversi saggi sul pensiero di Raimon Panikkar, di cui l'ultimo è «Lo scandalo dell'unicità e le sue conseguenze. La proposta ontologica di Raimon Panikkar» ("Conjectura: filosofia e educação, rivista di lingua anglo-italo-portoghese, aprile 2014).

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