Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot

Il vento e il vortice. Utopia e distopia in un saggio Erickson di Agnes Heller e Riccardo Mazzeo

1 Commento

> di Paolo Calabrò

Il pensiero e l’emozione lavorano insieme, finalmente la filosofia – dopo il trauma cartesiano – lo ha accettato. Ciò che vale in particolare nel caso dell’immaginazione, fusione singolare tra le facoltà razionali e quelle emotive. Ora, tra le tante creazioni dell’immaginazione, le utopie sono quelle che coniugano alcune credenze della propria epoca con la passione della speranza; similmente, le distopie mettono insieme certe credenze tipiche dell’epoca con la passione della paura. Se in una certa epoca predominino le une o le altre – dato che ogni uomo è sempre soggetto tanto alla speranza quanto alla paura – dipende dalle credenze, appunto, che dominano in quell’epoca. È quindi più facile coltivare un’utopia come quella di Thomas More (“superclassico” di cui ricorre quest’anno il cinquecentenario della pubblicazione) in un momento storico di fiducia nell’umanità e nel senso (quindi nell’ordine; o, quanto meno, nell’“ordinabilità”) della realtà intera; viceversa, è più facile che proliferino le distopie, in un secolo che ha conosciuto lo sterminio scientifico di massa (si legga: lager e gulag) e l’orrore dei totalitarismi e dell’atomica: ecco che, al posto di Utopia, hanno visto la luce i tanti libri di Orwell, Huxley, di Bradbury e di Zamjatin…

Agnes Heller – una delle più grandi filosofe viventi, che insegna filosofia tra New York e Budapest – e Riccardo Mazzeo – intellettuale di spicco della scena trentina, che ha pubblicato libri con Zygmunt Bauman ed Edgar Morin (del quale abbiamo già parlato) – offrono un saggio acuto che lancia uno sguardo inedito sul nostro mondo: è vero che l’utopia non è affatto “l’irrealizzabile” ma, al contrario, ciò di cui abbiamo bisogno per progettare il nostro futuro nel migliore dei modi? E, inoltre: è vero che utopia e distopia non sono che due facce della stessa medaglia, e che conoscere in sezione il volto distopico della nostra epoca ci può aiutare a guarirne le ferite e a volare verso le tante utopie all’orizzonte (interculturalità, inclusione…)? Con due stili diversi ma complementari – più filosofico e storico, il primo; più sociologico e letterario, il secondo – gli autori ci ricordano in conclusione che, al di là di ogni più tetra previsione distopica e di ogni più sinistra prescrizione utopica (brillante al riguardo l’accostamento di Mazzeo dell’Utopia di More all’odierna realtà carceraria, o al recentissimo 2084 di Boualem Sansal), la più sana delle coesistenze prevede l’accoglimento del singolo in quanto tale, nella sua specificità inalienabile quanto innegabile. Un libro splendido fin dalla copertina, che ha il sapore della riflessione accorata e autentica.


Agnes Heller, Riccardo Mazzeo, Il vento e il vortice, ed. Erickson, 2016.

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Autore: Paolo Calabrò

Laureato in scienze dell'informazione e in filosofia, gestisco il sito ufficiale in italiano del filosofo francese Maurice Bellet. Collaboro con il settimanale «Il Caffè» di Caserta e con le riviste online «Pagina3», «AgoraVox.it» e «Mangialibri». Sono redattore della rivista online «Filosofia e nuovi sentieri». Ho pubblicato: C'è un sole che si muore (ed. Il Prato, Padova 2016), antologia di racconti gialli e noir ambientati a Napoli (e dintorni), curata insieme a Diana Lama; L'intransigenza. I gialli del Dio perverso (ed. Il Prato, Padova 2015), romanzo noir ispirato alla teologia di Maurice Bellet; La verità cammina con noi. Introduzione alla filosofia e alla scienza dell'umano di Maurice Bellet (ed. Il Prato, Padova 2014) e Le cose si toccano. Raimon Panikkar e le scienze moderne (ed. Diabasis, Reggio Emilia 2011), oltre a diversi saggi sul pensiero di Raimon Panikkar, di cui l'ultimo è «Lo scandalo dell'unicità e le sue conseguenze. La proposta ontologica di Raimon Panikkar» ("Conjectura: filosofia e educação", rivista di lingua anglo-italo-portoghese, aprile 2014).

One thought on “Il vento e il vortice. Utopia e distopia in un saggio Erickson di Agnes Heller e Riccardo Mazzeo

  1. Ciao cari, è possibile avere una copia del libro in questione per lettura e possibile presentazione presso la biblioteca marconi ?

    ciao grazie

    paolo vernaglione, via ludovico di monreale 16, 00152 roma

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