Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


Lascia un commento

Desiderio illuminato e spiritualità laica. Un saggio EsseGi di Paolo Bartolini

> di Paolo Calabrò

«La spiritualità laica non può che accettare la natura anfibia dell’essere umano: teso tra finito e infinito, necessità e possibilità (come già aveva rilevato Kierkegaard), egli è chiamato a scoprire un’articolazione tra gli opposti che illumini il nostro passaggio nel tempo e nello spazio di una vita» (p. 54).

Continua a leggere


Lascia un commento

Il Codice del Mito, il sogno di Platone e l’incubo dell’Occidente. Un saggio Mursia di Andrea Colamedici

> di Paolo Calabrò

«Se pensi che la tua anima personale sia distinta dal corpo e che consapevolezza e coscienza morale siano localizzate in quell’anima (e non nel mondo esterno) e che perfino il gene egoista sia individualizzato nella tua persona, allora, psicologicamente, sei platonico. Se la tua prima reazione a un sogno, a una notizia, a un’idea è di operare immediatamente una divisione tra bene e male morali, allora psicologicamente sei platonico. Se associ il peccato alla carne e ai suoi impulsi, ancora una volta, psicologicamente, sei platonico. […] E sei platonico quando credi che alla fine del tunnel delle umane disgrazie ci attenda la giustizia divina sotto forma di ricompensa o punizione, invece che la tragedia irrimediabile o il caso o la sfortuna» (pp. 192-193).

Continua a leggere


Lascia un commento

Nietzsche tra le stelle. L’eterno ritorno e la cosmologia, un libro Il Prato di Rosanna Oliveri

> di Paolo Calabrò

cop_stelle-1-276x450

Nietzsche è stato un profeta della scienza? si chiedeva Rosanna Oliveri nel suo precedente lavoro in volume del 2014. Oggi la sua riflessione si spinge in profondità su un singolo punto, con la domanda: che rapporto c’è stato (ed è possibile individuare per noi, oggi) tra l’eterno ritorno e la scienza moderna?

Continua a leggere


Lascia un commento

Saturnia Tellus. L’anima dei luoghi. L’ultimo libro Rubbettino di Giancarlo Vianello

> di Paolo Calabrò

vianello

Una filosofia che possa davvero esser definita tale deve avere cura del tutto, secondo il monito di Periandro di Corinto. Ed è con questo intendimento che si apre la riflessione di Giancarlo Vianello espressa nel suo ultimo volume, pubblicato con Rubbettino, dal titolo Saturnia Tellus. L’anima dei luoghi: l’uomo – ancestralmente sospeso tra la razionalità e il mito, dimensioni conciliate in maniera sempre difficile e nuove, ma sempre tenute in qualche modo in equilibrio – si trova oggi nella inedita e pericolosa situazione nella quale la razionalità non solo ha preso il sopravvento, rompendo l’armonia, ma rivendica addirittura il sacrificio di ogni altro aspetto dell’umano – quello che da sempre rimanda alla sfera del religioso o, più in generale, dell’ulteriore – sull’altare dell’evidenza.

Continua a leggere


Lascia un commento

Pausa invernale

libri_natale
Amici, lettori, collaboratori,
Arriva il tempo della pausa natalizia per «Filosofia e nuovi sentieri». Durante il periodo, la casella filosofiaenuovisentieri@gmail.com rimarrà attiva (i messaggi verranno ricevuti comunque, anche se non vi sarà risposta prima della riapertura): vi invitiamo dunque a mandarci tutte le vostre proposte – articoli, recensioni, interviste – che valuteremo con l’attenzione di sempre e che potranno venir pubblicati a partire dalla fine del mese di gennaio 2017.
Buone vacanze a tutti.

La Redazione

«Tra poco nevicherà, guai a colui che non ha terra natia».
F. Nietzsche, Frammenti postumi del 1884


1 Commento

Il coraggio di essere liberi. L’ultimo libro di Vito Mancuso

> di Paolo Calabrò

mancuso - il coraggio di essere liberi

“Fare teatro vuol dire vivere sul serio quello che la maggior parte della gente, di solito, recita male”. Il celebre aforisma di Eduardo De Filippo porta alla luce immediatamente la contraddizione insita nel ruolo dell’attore: l’ambiguità intrinseca connotata, da un lato, dal doversi calare una maschera sul volto per interpretare vite diverse dalla propria; dall’altro dall’autenticità di una forma d’arte – il teatro, appunto – che sola riesce a portare alla luce le radici più profonde e nascoste delle cose – azioni, pensieri, emozioni – che nutrono l’esistenza. È la stessa contraddizione di fondo della condizione umana: la quale ha bisogno, allo stesso tempo, tanto che l’individuo possa svilupparsi nel fertile silenzio della solitudine, quanto delle relazioni della persona con gli altri, ciascuna caratterizzata da un diverso approccio, un diverso intendimento, un diverso modo d’essere. Considerazioni che pongono contestualmente sia la domanda su dove si trovi la verità del soggetto, sia quella radicale sulla libertà dello stesso: quand’è che la persona è veramente libera? Nella clausura della propria interiorità senza vincoli, o nell’ambito delle costrizioni creategli dai suoi legami sociali?
Continua a leggere


Lascia un commento

La filosofia politica kantiana. Un saggio Armando di Giuseppe Gagliano

> di Paolo Calabrò

gagliano.indd

Se gli Stati nazionali possono essere considerati allo stesso modo degli individui che li costituiscono, si potrà probabilmente pensare che tra di essi regni il sospetto, il timore, l’invidia e che ci si attrezzi nella prospettiva di una reciproca difesa. Pur volendo tralasciare qui, per un attimo, i problemi legati storicamente e strategicamente all’ansia della conquista e alla tendenza a usare le armi per l’attacco, anziché per la difesa, non si può fare a meno di guardarsi intorno e constatare lo sfacelo di un mondo in cui si perpetua la guerra, ampliandola in ambiti sempre nuovi (dall’economia all’informatica). Al che viene da chiedersi: è possibile immaginare, con Kant e con la sua filosofia morale e politica, un assetto personale e sociale improntato più all’ascolto delle voci della ragione, che ai rumori della pancia? Continua a leggere


Lascia un commento

Non fare troppe domande. L’ultimo libro di Piero Borzini

> di Paolo Calabrò

borzini

Il dissidio tra libertà e sicurezza – viste intransigentemente come valori assoluti – è vecchio come il mondo e pone la domanda, ad oggi inevasa, su quanta libertà si possa consentire ai singoli in una società, senza che questa metta in discussione la sicurezza di quegli stessi singoli (finendo per distruggere la libertà di partenza e avvitandosi in un controproducente circolo vizioso). In altri termini, la stessa questione può essere posta nei termini: quanta sicurezza è necessario garantire (si legga: di quanto è necessario limitare la libertà dei singoli) affinché la libertà dei singoli possa essere garantita?
Continua a leggere


Lascia un commento

Fede Ermeneutica Parola. Il nuovo volume Jaca Book dell’Opera Omnia di Raimon Panikkar

> di Paolo Calabrò

panikkar

Per parlare di Fede Ermeneutica Parola, volume IX tomo 2 dell’Opera Omnia di Raimon Panikkar – filosofo catalano scomparso nel 2010 – si potrebbero adottare tanti punti di vista. Ma forse la cosa più stimolante è cominciare dalla domanda: “Esiste in Panikkar una filosofia del linguaggio?” La risposta è affermativa e affonda le radici in due libri pubblicati in vita: Mito fede ed ermeneutica e Lo spirito della parola, qui ripubblicati parzialmente insieme a diversi contributi anche inediti in italiano.
Continua a leggere


Lascia un commento

Eresie nel Medioevo. Un libro GBE di Laura Sugamele

> di Paolo Calabrò

All’inizio del nuovo millennio (quello medievale dell’XI secolo), in seguito all’indebolimento dell’alleanza tra il potere temporale e quello ecclesiastico, va affermandosi in politica una forma di governo sempre più autonoma: il controllo si fa sempre meno eteronomo, e i popoli – anche se la cosa si realizza più facilmente e più velocemente nelle piccole realtà locali – trovano sempre maggiori spazi di autodeterminazione. Siamo alle soglie dell’era delle Civitas, e questa fondamentale novità non ha solo un risvolto organizzativo o politico: cambia anche la cultura, il modo in cui lì’uomo concepisce se stesso e il proprio posto nel mondo. Il proprio ruolo. Cambia, insomma, anche l’assetto spirituale della comunità. Dalla ritrovata libertà sociale e intellettuale dei singoli salta fuori, in modo più o meno inaspettato e, per così dire, “automatico”, la rivendicazione di una libertà religiosa che si esprime in vari modi: da quello più personale e silente, a quello più collettivo e sbandierato, che talvolta prende la forma dell’eresia…
Continua a leggere


Lascia un commento

Filosofia e letteratura distopica. Un saggio Aracne di Ambra Benvenuto

> di Paolo Calabrò

In un piccolo fondamentale saggio sulla politica in epoca nazista (“La responsabilità personale sotto la dittatura”, in R. Esposito [a cura di], Oltre la politica, ed. Bruno Mondadori, 1996, pp. 93-127), Hannah Arendt spiega che ciò che ha permesso ad alcuni tedeschi di non perdere la testa per il fuhrer e la sua legge non è stata affatto – come a lungo si è creduto, e ancora si propaganda – l’abitudine a tenere saldamente per veri certi valori, cui aggrapparsi indipendentemente dalla realtà e spesso a dispetto della realtà, bensì l’attitudine ad ascoltare la propria coscienza e a valutare il mondo circostante in accordo con essa. L’interessante volume di Ambra Benvenuto, dal titolo Filosofia e letteratura distopica, sembra voler riaffermare con forza questa conclusione, declinata – anziché nel panorama della barbarie nazista – in quello distopico delle tante narrazioni letterarie, cinematografiche, filosofiche che abbiamo conosciuto dai tempi di More fino ad oggi.
Continua a leggere