Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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Georges Bataille e Documents. Lʹimmagine come théâtre de la cruauté II parte

la morte_e_la_fanciulla> di Giuseppe Crivella*

Abstract, The purpose of this paper is to analyze the status of the image in the thinking of Bataille during the experience of Documents. Starting of the thesis of Georges Didi-Huberman, we will try to highlight the figural dimension present in the wtriting of the authors of La part maudite.

Keywords, Georges Bataille, Georges Didi-Huberman, Documents, Informitas, Theory of image

 

 

  1. Coreografie dell’informe

Ma che cosʹè lʹinforme per Bataille? È egli stesso a fornire una dettagliata risposta a tale quesito in una pagina formidabile di Documents intitolata proprio Informe:

un dictionnaire commencerait à partir du moment où il ne donnerait plus le sens mais le besognes des mots. Informe nʹest pas seulement un adjectif ayant tel sens mais un terme servant à déclasser, exigeant généralement que chaque chose ait sa forme. Ce quʹil désigne n’a aucun sens et se fait écraser partout comme une araignée ou un ver de terre. Il faudrait en effet, pour que les hommes académique soient contents, que lʹunivers prenne forme. La philosophie entière n’a pas dʹautre but: il sʹagit de donner une redingote à ce qui est, une redingote mathématique. Par contre affirmer que lʹunivers ne ressemble à rien et n’est quʹinforme revient à dire que lʹunivers est quelque chose comme une araignée ou un crachat (G. Bataille, Oeuvres complètes, tomo I, p. 217).

Siamo dinanzi a un singolarissimo programma filosofico stilato nel giro di pochissime righe e retto tutto su una di quelle trasgressioni a cui si accennava poco sopra: lo sputo e il ragno, due realtà assolutamente remote e prive di rimandi espliciti o abituali, inopinatamente si trovano qui affiancati quali improbabili modelli rappresentativi dell’universo intero, convocati cioè sotto la rubrica di una ressemblance che frustra perversamente e pertinacemente ogni logica strettamente imitativa. Continua a leggere


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Georges Bataille e Documents. Lʹimmagine come théâtre de la cruauté I parte

la morte_e_la_fanciulla> di Giuseppe Crivella*

Abstract, The purpose of this paper is to analyze the status of the image in the thinking of Bataille during the experience of Documents. Starting of the thesis of Georges Didi-Huberman, we will try to highlight the figural dimension present in the wtriting of the authors of La part maudite.

Keywords, Georges Bataille, Georges Didi-Huberman, Documents, Informitas, Theory of image

 

Aggiungerò anche il più vile di tutti i paragoni e che sembra essere il più sconvolgente: infatti tutti i dotti nelle cose divine  ci hanno tramandato che Dio si è attribuito la forma di un verme.

(Pseudo Dionigi lʹAreopagita, Gerarchia celeste, p. 72)

 

  1. Lʹeccesso della visione come accesso alla visione

Quelle di Artaud e Bataille sono due vite parallele: nati a distanza di un solo anno lʹuno dall’altro – il primo nel 1896, il secondo nel 1897 –, le loro biografie convergono senza mai incontrarsi frontalmente, sfiorandosi appena attraverso il contatto quasi simultaneo e per entrambi diretto e polemico con la sfrangiata pattuglia di scrittori e pittori coagulatasi verso la metà degli anni ’20 intorno alla figura duramente sacerdotale di Breton. Un altro incontro mancato può essere situato inoltre più o meno negli stessi anni presso lʹaccademia teatrale di Charles Dullin, ove militava Sylvia Maklès, a fianco di Artaud, prima di incontrare proprio Bataille, destinato a diventare suo futuro marito. A questo punto le due vite si allontanano nuovamente del tutto, pur lasciandosi dietro le tracce di una gemellarità di intenti che forse aspettano ancora di essere attentamente decifrate (N. Barberger, Le réel de traviole. Artaud, Bataille, Leiris et alii). Continua a leggere


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Da L’erotismo. Divieto e trasgressione

the doll

«Trattandosi di erotismo (o più generalmente di religione), l’esperienza interiore lucida risultava impossibile in un tempo in cui non era ancora evidente il gioco di equilibri tra divieti e trasgressioni, che rende possibile l’esistenza degli uni e delle altre. D’altra parte, non è sufficiente sapere che tale gioco esiste. La conoscenza dell’erotismo, o della religione, richiede un’esperienza personale, identica e contraddittoria, del divieto e della trasgressione. Questa doppia esperienza è rara. Le immagini erotiche, o religiose, essenzialmente impongono ad alcuni i comportamenti dettati dal divieto, ad altri i comportamenti opposti. […] Ma la trasgressione non è il “ritorno alla natura”: essa sospende il divieto senza eliminarlo. Qui si cela la molla dell’erotismo, e qui ugualmente si cela la molla di ogni religione» [Georges Bataille, L’erotismo, ES, 1991 Milano, p. 35]. Continua a leggere


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Presentazione della nuova pagina Batailliana

> di Daniele Baron

Bataille_Lascaux

La nuova pagina Batailliana, che si inaugura oggi all’interno della rivista «Filosofia e nuovi sentieri», è interamente dedicata alla figura di Georges Bataille. Si procederà con la pubblicazione di stralci significativi tratti dalla sua opera, di studi a tema, di recensioni di sue opere o di pubblicazioni a lui dedicate; tutto ciò allo scopo di favorire la conoscenza e l’approfondimento del pensiero e della scrittura di quello che reputo uno dei pensatori più originali e senz’altro più singolari del secolo scorso. L’intento è quello di risvegliare l’interesse intorno a un autore ancora poco o parzialmente conosciuto in Italia e spesso più per le sue opere di letteratura erotica che per quelle di riflessione. Continua a leggere