Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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José Ortega y Gasset, Meditazioni del Chisciotte, a cura di Armando Savignano, Mimesis, Milano-Udine 2014

> di Stefano Scrima *

Meditazioni del Chisciotte (1914) è l’opera prima di José Ortega y Gasset, uno dei più brillanti scrittori del Novecento spagnolo. Egli stesso tiene a precisare che questo suo lavoro è composto da saggi mossi da desideri filosofici, ma non sono filosofia, perché difettano di prove scientifiche esplicite. Ad ogni modo, in queste meditazioni ritroviamo in nuce tutto il pensiero che caratterizzerà la produzione letteraria del madrileno negli anni a seguire. A muoverlo nel profondo è l’intraprendenza del “nuovo tentativo spagnolo”, ovvero quello di spronare il suo Paese a una rinascita, una presa di coscienza del suo valore per farsi grande, o quantomeno per non fossilizzarsi in una cultura che perde la sua ragion d’essere rimanendo sospesa nel passato.
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Ritorno ad Heidegger. Ricordi di un messaggero della foresta nera, in un saggio biografico Diabasis di Frédéric De Towarnicki

> di Paolo Calabrò

Martin Heidegger: un Cézanne della filosofia? Alla fine della seconda guerra mondiale, di Heidegger si dice di tutto – un “nichilista”, secondo Camus, Mounier e Malraux; un “esistenzialista” che rifugge da quell’impegno diretto caro a Sartre, che dopo il suo L’Essere e il Nulla sta affilando le armi della critica per «Les Temps modernes»; per i più, un “collaborazionista” che ha saputo vendersi al miglior offerente e al quale, infine, le cose sono andate male. Di tutto si dice, dunque; ma poco se ne sa, poco lo si è letto, meno si è cercato di comprenderlo. Così Frédéric De Towarnicki prende in mano la situazione e si inerpica su per la Foresta Nera tanto amata da lui e dal maestro di Messkirch, per incontrarlo di nuovo, portargli gli echi di un mondo che va troppo veloce per concedersi il lusso della riflessione originaria, e riceverne l’insegnamento più autentico e incontaminato…
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Call for papers: pubblicato il volume “Albert Camus. L’eredità di un pensatore scomodo”


OLYMPUS DIGITAL CAMERAF
ilosofia e nuovi sentieri annuncia la conclusione del Call for Papers dedicato ad Albert Camus, con la pubblicazione gratuita del volume in formato elettronico che potete trovare qui allegato e del volume cartaceo “Albert Camus: l’eredità di un pensatore scomodo” acquistabile in rete a questo indirizzo.

Il volume cartaceo (ISBN 9781326151423) consta di 511 pagine e ha un costo pari a circa 14 euro.

Qui di seguito il sommario degli articoli scelti: Continua a leggere


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Controcorrente: Houellebecq dalla morte di Dio ad Allah

> di Luca Ormelli

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«Io non sono per assolutamente niente» 

I media («e l’esistenza di un dibattito politico sia pur posticcio è necessaria al funzionamento armonioso dei media, forse persino all’esistenza in seno alla popolazione di un senso quantomeno formale di democrazia», Sottomissione, pp. 172-173) non hanno perduto l’occasione per dimostrare ancora una volta la loro superficialità. Ma è chi sta dietro ai media, l’intellettuale, che ha dimostrato di essere persino peggio senza attenuanti generiche. Capiamoci: Houellebecq non è “Charlie Hebdo” e Sottomissione non c’entra nulla con il terrorismo. Chi sostiene il contrario è in malafede.

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L’invincibile estate. Un libro su Albert Camus di Matteo De Cesare

> di Alessandra Peluso*

Gli opposti, le contraddizioni, la possibilità di conciliarli in Albert Camus provocano un brivido inesauribile e un’incantevole forza, che traspaiono vigorosi nei suoi scritti.
Così, Matteo De Cesare in L’invincibile estate, sottolinea a ben vedere l’endiadi – ombra e luce – che muove e svela l’esistenza nell’incredibile vita avventurosa e carismatica dell’eclettico Camus. Un testo meraviglioso, che annuncia l’idillio dell’estate mediterranea vissuta dal poeta, dove emerge l’animo sensibile, complesso e risonante, straordinariamente intriso di poesia. Ecco allora si legge: «La spiaggia inondata di luce, il mare calmo, quasi ingabbiato nell’immobilità, il sole abbagliante e il pellegrinaggio di Mersault. Unico desiderio: l’ombra e il riposo e l’acqua. Il cielo un pozzo di fuoco» (p. 11).

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Call for papers: “Albert Camus” [update: 06/2014]

Albert Camus

In considerazione del numero di sollecitazioni ricevute in tal senso e del rilievo che «Filosofia e nuovi sentieri» intende dare all’evento e alla prevista pubblicazione ad esso associata, il termine ultimo per la presentazione dei contributi – secondo le regole esposte in precedenza – viene prorogato al

30 settembre 2014

La Redazione rimane disponibile per qualsiasi chiarimento all’indirizzo

filosofiaenuovisentieri@gmail.com.


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Lotta contro i demoni: da Flaubert a Camus

> di Giuseppe Brescia*

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Scriveva nel 1852 Gustave Flaubert (Rouen, 12 dicembre 1821 – Croisset, 8 maggio 1880) all’amica Louise Colet, a proposito della poetica della impersonalità: «L’autore, nell’opera sua, deve essere come Dio nell’universo, presente dappertutto e visibile in nessun luogo. Essendo l’arte una seconda natura, il creatore deve agire con procedimenti analoghi. Che una impassibilità nascosta ed infinita s’avverta in tutti gli atomi, da tutti gli aspetti. L’effetto, per lo spettatore, dev’essere una sorta di sbalordimento». Naturalmente, il mito della “imparzialità” è smentito non solo dalla trama, ma anche dalla forma e dagli affetti che vi sono espressi, come nel romanzo pubblicato a puntate sulla “Revue de Paris” tra il 1851 e il 1856, la Madame Bovary del 1857, che costò all’autore il celebre processo con l’accusa d’immoralità. «Nel fondo della sua anima, Emma aspettava che qualche cosa accadesse. Come i marinai in pericolo, volgeva gli occhi disperata sulla solitudine della sua anima e cercava, lontano, una vela bianca tra le brume dell’orizzonte. Non sapeva che cosa l’aspettasse, quale vento avrebbe spinto quelle vele fino a lei, su quale riva l’avrebbe portata, né sapeva che cosa l’aspettasse, quale vento avrebbe spinto quelle vele fino a lei, su quale riva l’avrebbe portata, né sapeva se sarebbe stata una scialuppa o un vascello a tre ponti, carico di angosce o pieno di felicità fino ai bordi». Continua a leggere


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Esistere forte di Stefano Scrima

> di Daniele Baron

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Il libro di Stefano Scrima, da poco edito, Esistere forte. Ha senso esistere? Camus, Sartre e Gide dicono che…, Ed. Il Giardino dei Pensieri, Bologna 2013, ha già nel titolo lo stigma che ci consente di decifrarne la chiave di lettura: la domanda sul senso dell’esistenza ne è al centro. Essa viene affrontata in un percorso che si articola in una serie di piccoli saggi (alcuni già apparsi in rivista) e si concentra principalmente su tre autori: Sartre, Camus e Gide. Si aggiunge ad essi poi la presenza a scopo didattico di brevi biografie degli autori trattati e del riassunto delle loro opere principali: ciò rende fruibile l’opera di Scrima sia a chi conosce già gli autori tematizzati sia a chi li affronta per la prima volta. Continua a leggere


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Call for papers: “Albert Camus” [01/2014]

Albert Camus

CALL FOR PAPERS: “ALBERT CAMUS” [01/2014]

Albert Camus: l’eredità di un pensatore scomodo deve trascendere le solennità del centenario della nascita.

http://it.wikipedia.org/wiki/Albert_Camus

In previsione di una futura pubblicazione miscellanea, accogliamo approfondimenti, saggi o monografie, purché inediti, sul percorso filosofico e letterario di Albert Camus.

La pubblicazione avverrà a cura e discrezione della rivista “Filosofia e nuovi sentieri” in formato libro elettronico (e-book) e con l’eventuale realizzazione di un’antologia cartacea nella quale saranno raccolte le opere giudicate più meritevoli dalla Redazione.

Il testo non prevede limiti di lunghezza e potrà subire modifiche di editing, a discrezione della Redazione, per garantire uniformità delle norme redazionali.

Gli autori cedono il diritto di pubblicazione, senza nulla pretendere come diritto d’autore, alla rivista “Filosofia e nuovi sentieri“, che potrà pertanto divulgarla a sua discrezione. I diritti rimangono comunque di proprietà dei singoli Autori.

I dati personali saranno trattati solo ed esclusivamente per finalità inerente al presente CFP, secondo quanto previsto dal D. Lgs. 196/2003 (Privacy).

Termine di presentazione: 31 maggio 2014.

Come spedire i contributi:

Tramite e-mail:

– Indirizzo: filosofiaenuovisentieri@gmail.com

– Contenuto:

a) allegato dell’opera in formato Word oppure OpenOffice
b) generalità (Nome, Cognome, Data di nascita, Residenza, Brevi note biografiche che saranno inserite nella pubblicazione)
c) auto-dichiarazione (leggere, copiare e incollare):
«Dichiaro che l’opera allegata è originale e inedita, che non è stata presentata a nessun altro concorso o simile iniziativa, anche in attesa di risoluzione. Si manleva pertanto la rivista “Filosofia e nuovi sentieri” da qualsiasi danno o pretesa, nessuna eccettuata, che alla stessa possa derivare, anche per quanto riguarda il titolo dell’opera».

– A tutte le e-mail pervenute farà seguito un messaggio di avvenuta ricezione.