Filosofia e nuovi sentieri

«Mi rappresento il vasto recinto delle scienze come una grande estensione di terreno disseminato di luoghi oscuri e illuminati. Lo scopo delle nostre fatiche deve essere quello di estendere i confini dei luoghi illuminati, oppure di moltiplicare sul terreno i centri di luce. L’un compito è proprio del genio che crea, l’altro della perspicacia che perfeziona» Denis Diderot


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“Secondo il man-tenimento”. Archetipo della scena del gioco

di Giuseppe Brescia*

 

“Io dico seguitando”. Dopo “L’arte tanto intuisce quanto prospetta” (Interpretazioni del gioco) cade opportuno il riferimento all’ermeneutica dell’arte nella Origine dell’opera d’arte di Martin Heidegger e nella “universalità” dell’arte nello stesso Benedetto Croce (non nella sua “nominalità” allegorica – si badi –, come abbiamo mostrato sulle tracce di Schopenhauer). Entrambi i versanti ermeneutici, risalenti agli anni Trenta del secolo scorso, furono ripresi da Carlo Antoni e Mauro Boncompagni, all’insegna della critica della “poesia, opera di verità”. Continua a leggere

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